Referendum Aimag, Possibile: Più democrazia per un’azienda pubblica al servizio dei cittadini

Siamo alle ultime battute di una campagna referendaria balneare, che ha costretto partiti e comitati a un’inedita compressione delle finestre temporali utili per confrontarsi con il maggior numero di elettori ed elettrici. Su un tema importante come quello dei servizi pubblici ci si poteva aspettare una scelta della data del voto più oculata da parte dell’Amministrazione comunale. Così non è stato, e speriamo che questo non comprometta la partecipazione dei cittadini al referendum di domenica 10 settembre.

Il PD, indeciso fra il No e la diserzione delle urne, ha invitato i cittadini e le cittadine a non mettere in difficoltà il sindaco di Carpi obbligandolo a “mettersi contro” gli altri soci pubblici di Aimag. È una posizione singolare, in cui si chiede alla cittadinanza di esprimersi in accordo con la posizione del sindaco, mentre dovrebbe essere quest’ultimo ad agire secondo la volontà dei cittadini e delle cittadine che lo hanno eletto. Un ribaltamento dei rapporti insensato all’interno di un sistema democratico.

È noto che i soci pubblici non sono così unanimi sulla scelta da compiere per il futuro di Aimag; e il PD dovrebbe saperlo bene, vista la chiara presa di posizione dei sindaci PD dell’Area Nord contro un scelta “che faccia dissolvere Aimag”.

Al contrario di quello che sostiene il partito di maggioranza a Carpi, quello che serve è un momento di consultazione della cittadinanza; non meno democrazia, ma più democrazia. Crediamo che questo sia il momento buono, poiché tutte le opzioni sono ancora sul tavolo e nessuna scelta è stata compiuta: agire successivamente, magari troppo a ridosso delle importanti scadenze dei prossimi anni (gare del gas e dei rifiuti), sarebbe al contrario controproducente. Allo stesso tempo, crediamo che anche gli altri Comuni soci debbano confrontarsi con i cittadini e le cittadine per discutere del futuro di Aimag.

Per questo chiediamo ai cittadini e alle cittadine di Carpi di partecipare al referendum di domenica. Sosteniamo il Sì al referendum perché crediamo che Aimag debba restare un’azienda pubblica, di proprietà dei Comuni e non quotata in Borsa. Le opzioni per irrobustire Aimag senza snaturarne l’assetto e le caratteristiche industriali ci sono, bisogna soltanto prenderle in considerazione.

Lascia un commento