Fiducia sulla legge elettorale: un’indegna scelta antiparlamentare e antidemocratica

Abbiamo assistito in questi giorni alla scelta del Governo Gentiloni di chiedere la fiducia sulla legge elettorale. Una scelta che abbiamo giudicato indegna, a maggior ragione per una legge a dir poco imperfetta.

Per questo, assieme alle compagne e ai compagni di Articolo 1 – MDP,  Campo Progressista, Partito Comunista d’Italia, Per me Modena, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana abbiamo organizzato il presidio di mercoledì 11 ottobre alle ore 18.30 presso il Sacrario della Ghirlandina. Al presidio hanno aderito anche il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Modena e il Movimento 5 stelle.
Ecco il comunicato che abbiamo pubblicato.

 

Ci risiamo. Il Pd, con la complicità di Forza Italia, Lega e Alfano, ha chiesto ed ottenuto da Gentioloni di porre la fiducia sulla legge elettorale.


Mentre il Paese vive in diretta lo scempio della questione Ilva con 14 mila lavoratori che rischiano il posto di lavoro o la retrocessione dei diritti, mentre da mesi chiediamo di porre la questione di fiducia sullo ius soli temperato, mentre si prepara una legge di bilancio inadeguata all’insegna delle regalie e dei bonus che continua a definanziare sanità, scuola e servizi sociali il “Pd and co” e Gentiloni mettono la fiducia sulla legge elettorale.


Una legge elettorale a chiaro rischio di illegittimità costituzionale, come il porcellum e l’italicum (dove fu messa la fiducia) perché ne ripropone molti dei loro difetti: non consente ai cittadini di scegliersi i parlamentari e deforma la volontà degli elettori. Liste bloccate e voto unico produrranno un Parlamento di nominati (almeno il 64%).

E’ la negazione dei principi democratici di sovranità popolare,libertà di voto e del funzionamento della democrazia parlamentare, scolpiti nella nostra Costituzione e ribaditi il 4 dicembre scorso da 20 milioni di italiani che dissero NO alla revisione costituzionale renziana
Pd, Forza Italia, Lega Nord e Alfano mostrano di disprezzare i più elementari principi democratici che consiglierebbero di non licenziare una legge elettorale, a proprio uso e consumo, pochi mesi prima delle elezioni.

Il dibattito sulla legge elettorale può sembrare lontano dalla vita quotidiana delle persone, ma non è così.
Dalla legge elettorale infatti dipende il potere di scelta di noi tutte e tutti noi, la possibilità di contribuire ad avere leggi giuste pensate per il bene delle persone.
Loro vogliono un parlamento di nominati dai segretari dei partiti (Renzi, Berlusconi, Alfano e Salvini) per meglio sterilizzare in maniera definitiva la democrazia rappresentativa, il potere di scelta dei cittadini e delle cittadine.
Un parlamento di nominati, come sarà con questa nuova legge elettorale, non consentirà a nessuno di noi di contare pienamente.
I cittadini e le cittadine modenesi devono sapere che il governo sta confezionando l’ennesima “porcata”, l’ennesimo strappo alle regole e alla prassi dettata dalla nostra Costituzione.

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