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Articolo 1, Possibile, PRC, SI: Bene il nuovo corso per Aimag, no agli ultimatum

Dopo il referendum del 10 settembre a Carpi, che ha visto una buona partecipazione, con un affluenza al voto del 23,36% degli elettori su un bacino elettorale allargato ai maggiori di 16 anni e agli stranieri residenti, i Comuni soci di Aimag hanno fatto sapere che l’ipotesi della fusione con un’altra azienda è tramontata (l’interessata principale, come era emerso dalla raccolta di manifestazioni d’interesse, era Hera).

Assieme a Articolo 1, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana abbiamo scritto il comunicato che trovate qui sotto per fare il punto della situazione.

 

Le notizie su una nuova strategia per Aimag che miri ad una partnership industriale per consolidare e rafforzare l’azienda, rappresentano il primo effetto positivo di un lungo lavoro di affinamento ed approfondimento sul tema che abbiamo contribuito a svolgere a Carpi. Anche l’espressione delle cittadine e dei cittadini al referendum del 10 settembre ha contribuito alle scelte del Patto di sindacato verso progetti che, giustamente, non mettano in discussione la proprietà pubblica di Aimag, né la sua identità di azienda con un forte legame con il territorio.

È positivo che i soci pubblici di Aimag verifichino tutte le possibilità per consolidare lo stato dell’azienda. A tal proposito sarà fondamentale riconsiderare il criterio/obiettivo, definito dal Patto di sindacato, per il quale erano state richieste integrazioni e approfondimenti ad alcuni dei soggetti che avevano manifestato interesse. Ci riferiamo al criterio/obiettivo della fusione di Aimag con altri soggetti, che avrebbe sancito la radicale trasformazione dell’azienda: criterio/obiettivo che il lungo confronto politico fra le forze di sinistra e l’esito referendario hanno dimostrato non essere la soluzione condivisa per rafforzare la nostra azienda.

Rispetto alle proposte di nuovi possibili candidati partner che non hanno presentato in passato alcuna manifestazione d’interesse, confidiamo che il Patto di sindacato esegua gli approfondimenti necessari per valutare la solidità e la concretezza delle aziende e delle prospettive che queste possono garantire a Aimag, esattamente come è stato nei casi precedenti.

Prioritaria, al riguardo, è la tenuta del Patto di sindacato dei soci pubblici di Aimag e confidiamo che si possa trovare una sintesi virtuosa fra le diverse posizioni in campo.

Ribadiamo inoltre che il profilo di un’eventuale partner di Aimag deve essere quello di un soggetto pubblico ”governabile” da parte degli enti locali, dotato di un progetto industriale in sintonia con quello di Aimag e di un piano industriale che offra la massima possibilità di integrazione.

Vogliamo infine stigmatizzare le provocatorie dichiarazioni di Tommaso Tomasi di Vignano, presidente di Hera, che nei giorni scorsi ha osato lanciare una sorta di “ultimatum” nei confronti di Aimag, affermando che “…la pazienza di Hera sta per finire”. Ci chiediamo come sia possibile che il presidente di una società a maggioranza pubblica lanci velati messaggi ai soci di un’altra società pubblica, di fatto sollecitando Aimag affinché accetti la prospettiva di incorporazione in Hera. Confidiamo che i soci pubblici di Hera prendano le distanze da questa dichiarazione e garantiscano ai loro “colleghi” soci di Aimag che nessuno di Hera si avventurerà ancora in dichiarazioni simili. Aimag deve essere guidata senza subire inaccettabili e sgradevoli tentativi di ingerenza.

 

Articolo 1, Possibile, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana

Referendum Aimag, Possibile: Più democrazia per un’azienda pubblica al servizio dei cittadini

Siamo alle ultime battute di una campagna referendaria balneare, che ha costretto partiti e comitati a un’inedita compressione delle finestre temporali utili per confrontarsi con il maggior numero di elettori ed elettrici. Su un tema importante come quello dei servizi pubblici ci si poteva aspettare una scelta della data del voto più oculata da parte dell’Amministrazione comunale. Così non è stato, e speriamo che questo non comprometta la partecipazione dei cittadini al referendum di domenica 10 settembre.

Il PD, indeciso fra il No e la diserzione delle urne, ha invitato i cittadini e le cittadine a non mettere in difficoltà il sindaco di Carpi obbligandolo a “mettersi contro” gli altri soci pubblici di Aimag. È una posizione singolare, in cui si chiede alla cittadinanza di esprimersi in accordo con la posizione del sindaco, mentre dovrebbe essere quest’ultimo ad agire secondo la volontà dei cittadini e delle cittadine che lo hanno eletto. Un ribaltamento dei rapporti insensato all’interno di un sistema democratico.

È noto che i soci pubblici non sono così unanimi sulla scelta da compiere per il futuro di Aimag; e il PD dovrebbe saperlo bene, vista la chiara presa di posizione dei sindaci PD dell’Area Nord contro un scelta “che faccia dissolvere Aimag”.

Al contrario di quello che sostiene il partito di maggioranza a Carpi, quello che serve è un momento di consultazione della cittadinanza; non meno democrazia, ma più democrazia. Crediamo che questo sia il momento buono, poiché tutte le opzioni sono ancora sul tavolo e nessuna scelta è stata compiuta: agire successivamente, magari troppo a ridosso delle importanti scadenze dei prossimi anni (gare del gas e dei rifiuti), sarebbe al contrario controproducente. Allo stesso tempo, crediamo che anche gli altri Comuni soci debbano confrontarsi con i cittadini e le cittadine per discutere del futuro di Aimag.

Per questo chiediamo ai cittadini e alle cittadine di Carpi di partecipare al referendum di domenica. Sosteniamo il Sì al referendum perché crediamo che Aimag debba restare un’azienda pubblica, di proprietà dei Comuni e non quotata in Borsa. Le opzioni per irrobustire Aimag senza snaturarne l’assetto e le caratteristiche industriali ci sono, bisogna soltanto prenderle in considerazione.

“Tutti insieme per salvare Aimag!”

Il 10 settembre a Carpi si terrà un referendum consultivo comunale: i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulla posizione che l’Amministrazione comunale dovrà tenere rispetto alla vendita di azioni di Aimag e alla possibilità, per Aimag stessa, di eseguire operazioni di incorporazione o fusione della società con altre multiutilities del settore dei servizi pubblici locali (acqua, gas, rifiuti).

Il referendum si terrà a seguito della richiesta presentata da oltre 2500 cittadini, dopo che i Comuni soci di Aimag avevano avviato nei mesi scorsi una ricognizione per individuare possibili partner per l’azienda in vista delle gare per l’assegnazione dei servizi di distribuzione del gas e di gestione dei rifiuti: al termine della ricognizione è emersa, fra le altre, una proposta di fusione tramite incorporazione avanzata da Hera.

Una scelta simile comporterebbe la perdita di un’azienda controllata dai Comuni del territorio che gode di un buono stato di salute e che è stata capace di ottenere ottimi risultati in termini di qualità del servizio: un esempio su tutti è il servizio di gestione dei rifiuti, che ha raggiunto eccellenti risultati in termini di percentuali di raccolta differenziata.

Per questo, abbiamo partecipato alla serata di discussione convocata da Articolo 1 – MDP, che si è svolta lunedì 21 agosto presso la sede dell’ANPI, e abbiamo aderito al coordinamento per il Sì al referendum. Di seguito il comunicato congiunto pubblicato a seguito dell’iniziativa.

 

“Non facciamoci scippare, AIMAG deve rimanere proprietà dei carpigiani!” Questo l’impegno che ha accomunato i tanti cittadini, i rappresentanti del “Comitato per l’acqua pubblica”, quelli di Art.1-MDP, di Rifondazione, di Possibile e di Sinistra Italiana che l’altra sera si sono confrontati sul Referendum del 10 settembre.

Un confronto e un dibattito serrato e libero nel quale, pur con diversi accenti, tutti hanno convenuto di volere salvare AIMAG dall’incorporazione in HERA a cui fanno gola le attività e gli utili della nostra azienda di servizi.

Tutti concordi nel votare SI al Referendum, per mantenere la prevalenza pubblica nella proprietà di Aimag, mantenerla nostra, di tutti i cittadini.  Mantenere la proprietà significa, infatti, poterla governare e, quindi, agevolare i cittadini anche applicando tariffe più basse.  Significa tutelare la salute di tutti col riciclaggio dei rifiuti e non bruciarli come invece, con danni all’ambiente, farebbe Hera che, come impresa quotata in borsa, mira esclusivamente ad incrementare gli utili.

Tutti concordi su nuove e unitarie iniziative pubbliche (volantinaggi, banchetti, dibattiti) per informare i carpigiani che, impegnati nella ripresa del lavoro, il 10 settembre potrebbero dimenticare di recarsi a votare per fare valere il diritto di difendere questa loro proprietà.

Perché il referendum abbia validità, infatti, si dovrà raggiungere una percentuale di votanti superiore al 50% degli aventi diritto (tutti i residenti, anche stranieri, con più di 16 anni) e, purtroppo, ci sarà anche chi inviterà a disertare le urne per impedire ai cittadini di esprimersi.

Tutti i presenti all’incontro, convocato da Art.1-MDP, hanno assunto l’impegno a coordinare tra loro le iniziative per far partecipare il numero più alto di cittadini carpigiani al referendum ed anche a continuare ad impegnarsi anche dopo il 10 settembre per rendere Aimag più forte e sempre più al servizio dei cittadini.

Coordinamento iniziative per il SI al Referendum AIMAG

Comitato per l’acqua pubblica, Art.1 – MDP, Sinistra Italiana, Rifondazione, Possibile