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Castelfrigo: storie di ordinario sfruttamento

Si è svolta ieri sera, presso la sala G. Ulivi a Modena, l’assemblea pubblica organizzata da Articolo 1, Possibile, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana assieme a FLAI-CGIL e FILT-CGIL per incontrare i lavoratori di Castelfrigo, l’azienda di lavorazione delle carni che nelle ultime settimane è balzata agli onori delle cronache per le condizioni degradanti in cui i suoi dipendenti (diretti e delle cooperative in appalto) si trovano ad operare.

I lavoratori che sono intervenuti hanno raccontato vicende sul filo o addirittura oltre il limite della legalità: minacce sul posto di lavoro a chi si assenta per andare in bagno o semplicemente si distrae un momento; stratagemmi per ridurre il peso delle tasse pagate; turni di lavoro senza orario, fino a 15 ore.

Si è parlato anche di cooperative che, di “cooperativo”, hanno soltanto il nome. I lavoratori stranieri, sotto ricatto per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, vengono obbligati a diventare soci o addirittura presidenti delle cooperative stesse, per poi trovarsi a dover pagare di tasca propria in caso di sanzioni o di fallimento (una dinamica non infrequente).

Lo sciopero dei lavoratori di Castelfrigo va avanti da 18 giorni, mentre i rappresentanti delle cooperative continuano a non presentarsi ai tavoli con i rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni.

Tutto questo quando già nel 2016 la rivendicazione di una corretta applicazione degli orari di lavoro aveva portato a una mobilitazione dei lavoratori, che si era conclusa con un accordo fra cooperative in Prefettura. Accordo che, in realtà, non è mai entrato pienamente in vigore, e che oggi appare sconfessato dai fatti.

Questa vicenda accade in Emilia-Romagna, una regione a lungo considerata un modello di sviluppo economico capace di generare e redistribuire ricchezza. La vicenda Castelfrigo dissipa questo miraggio e ci pone davanti alla reale condizione di vita di molti lavoratori sul nostro territorio.

 

Come hanno ribadito la consigliera e i consiglieri regionali della sinistra, insieme al deputato Giovanni Paglia (SI) e alla senatrice Maria Cecilia Guerra (MDP), il tema fondamentale è l’applicazione della legge: occorre intervenire innanzi tutto sulle istituzioni per far sì che le leggi, che già oggi sanzionerebbero condotte simili, vengano applicate. E, ieri sera, tutti e tutte hanno assunto impegni molto precisi in questo senso.

Parallelamente occorre costruire una rete di sostegno economico per i lavoratori che rischiano di perdere la loro fonte di reddito. Questo sarà l’impegno delle forze locali della sinistra nelle prossime settimane.