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Inizia il percorso della lista di sinistra a Modena

Sabato 25 novembre si è tenuta l’assemblea “Per una Nuova Proposta” di Modena, il primo evento unitario verso le elezioni politiche del 2018 promosso da Articolo 1, Possibile e Sinistra Italiana.

Nel corso dell’assemblea (la registrazione è disponibile qui), alla quale hanno partecipato oltre 200 persone, si è discusso della situazione politica italiana e locale, dei temi del lavoro (in particolare con l’intervento di Umberto Franciosi, segretario generale FLAI-CGIL Emilia-Romagna, sulla vertenza Castelfrigo; qui un aggiornamento della Gazzetta di Modena sulla vertenza), dell’ambiente, della crisi e delle migrazioni. In apertura è stato presentato un documento sulla parità di genere.

Numerosi gli ordini del giorno presentati, che toccano i temi del biotestamento, della previdenza, del lavoro povero e del salario minimo, del pareggio di bilancio, della condizione giovanile e dello ius soli. Significativa per le prossime fasi del percorso unitario è stata l’approvazione di un odg che chiede un impegno a tutti i livelli per una selezione democratica e partecipata delle candidature al Parlamento.

Al termine della discussione è stata votata la lista dei delegati all’Assemblea nazionale del 3 dicembre a Roma.

Di seguito il comunicato stampa pubblicato a conclusione dell’evento.

 

Un nuovo campo di sinistra, largo, inclusivo e plurale, è quello che sarà rappresentato a Roma il 3 dicembre dai 19 delegati/e votati/e ieri in assemblea a Modena, da una sala composta da diverse organizzazioni del mondo associativo, sociale, ambientalista, sindacale, liste civiche provinciali a partire da per me Modena e Vignola Cambia. Quello modenese è infatti un percorso che già da mesi ha visto strutturarsi un allargamento comprensivo di diverse componenti andate oltre i tre ‘promotori’ ovvero: Articolo Uno-Mdp; Sinistra Italiana; Possibile.

Delegati e delegate:
Cesare Galantini, assessore al Comune di Carpi
Nadia Zinnai, architetta, Carpi
Maurizio Montanari psicanalista, Savignano s/P
Ornella Orru, medico, Maranello
Grigorij Filippo Calcagno, studente universitario, Modena
Camilla Scarpa, studentessa universitaria, Modena
Andrea Bosi, assessore al comune di Modena
Sandra Mattioli, artigiana tessile, Modena
Paolo Trande, medico, capogruppo consiglio comunale, Modena
Francesca Garagnani, dipendente pubblica Modena
Marco Chincarini, imprenditore, consigliere comunale, Modena
Maria Laura Marescalchi, professoressa di liceo, Modena
Simone Fana, formatore, Modena
Ornella Bonacina, pensionata, Formigine
Diego Capponi, delegato FLAI-CGIL Progetto carni, San Cesario s/P
Simona Basolu, impiegata, Sassuolo
Fausto Gianelli, avvocato, Pavullo
Claudio Riso, segretario FLC-CGIL Modena
Emilio Marzani, pensionato, Sassuolo

Delegati e delegate porteranno a Roma, in rappresentanza del territorio, i contenuti degli ordini del giorno votati all’unanimità in assemblea, che rappresentano i contributi politici da discutere sul piano nazionale a riguardo di: testamento biologico; condizione giovanile, disoccupazione e povertà; Ius soli; Fiscal Compact; previdenza e appoggio alla manifestazione della Cgil del prossimo 2 dicembre; lavoro, disuguaglianze ed estensione dei salari previsti dai CCNL; sistema di partecipazione e democrazia interna che compensi il Rosatellum.

Votato all’unanimità in apertura di assemblea l’odg sulla violenza contro le donne e le discriminazioni di genere che verrà assunto come impegno formale e programmatico della nuova sinistra unita.

Fiducia sulla legge elettorale: un’indegna scelta antiparlamentare e antidemocratica

Abbiamo assistito in questi giorni alla scelta del Governo Gentiloni di chiedere la fiducia sulla legge elettorale. Una scelta che abbiamo giudicato indegna, a maggior ragione per una legge a dir poco imperfetta.

Per questo, assieme alle compagne e ai compagni di Articolo 1 – MDP,  Campo Progressista, Partito Comunista d’Italia, Per me Modena, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana abbiamo organizzato il presidio di mercoledì 11 ottobre alle ore 18.30 presso il Sacrario della Ghirlandina. Al presidio hanno aderito anche il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Modena e il Movimento 5 stelle.
Ecco il comunicato che abbiamo pubblicato.

 

Ci risiamo. Il Pd, con la complicità di Forza Italia, Lega e Alfano, ha chiesto ed ottenuto da Gentioloni di porre la fiducia sulla legge elettorale.


Mentre il Paese vive in diretta lo scempio della questione Ilva con 14 mila lavoratori che rischiano il posto di lavoro o la retrocessione dei diritti, mentre da mesi chiediamo di porre la questione di fiducia sullo ius soli temperato, mentre si prepara una legge di bilancio inadeguata all’insegna delle regalie e dei bonus che continua a definanziare sanità, scuola e servizi sociali il “Pd and co” e Gentiloni mettono la fiducia sulla legge elettorale.


Una legge elettorale a chiaro rischio di illegittimità costituzionale, come il porcellum e l’italicum (dove fu messa la fiducia) perché ne ripropone molti dei loro difetti: non consente ai cittadini di scegliersi i parlamentari e deforma la volontà degli elettori. Liste bloccate e voto unico produrranno un Parlamento di nominati (almeno il 64%).

E’ la negazione dei principi democratici di sovranità popolare,libertà di voto e del funzionamento della democrazia parlamentare, scolpiti nella nostra Costituzione e ribaditi il 4 dicembre scorso da 20 milioni di italiani che dissero NO alla revisione costituzionale renziana
Pd, Forza Italia, Lega Nord e Alfano mostrano di disprezzare i più elementari principi democratici che consiglierebbero di non licenziare una legge elettorale, a proprio uso e consumo, pochi mesi prima delle elezioni.

Il dibattito sulla legge elettorale può sembrare lontano dalla vita quotidiana delle persone, ma non è così.
Dalla legge elettorale infatti dipende il potere di scelta di noi tutte e tutti noi, la possibilità di contribuire ad avere leggi giuste pensate per il bene delle persone.
Loro vogliono un parlamento di nominati dai segretari dei partiti (Renzi, Berlusconi, Alfano e Salvini) per meglio sterilizzare in maniera definitiva la democrazia rappresentativa, il potere di scelta dei cittadini e delle cittadine.
Un parlamento di nominati, come sarà con questa nuova legge elettorale, non consentirà a nessuno di noi di contare pienamente.
I cittadini e le cittadine modenesi devono sapere che il governo sta confezionando l’ennesima “porcata”, l’ennesimo strappo alle regole e alla prassi dettata dalla nostra Costituzione.

Articolo 1, Possibile, PRC, SI: Bene il nuovo corso per Aimag, no agli ultimatum

Dopo il referendum del 10 settembre a Carpi, che ha visto una buona partecipazione, con un affluenza al voto del 23,36% degli elettori su un bacino elettorale allargato ai maggiori di 16 anni e agli stranieri residenti, i Comuni soci di Aimag hanno fatto sapere che l’ipotesi della fusione con un’altra azienda è tramontata (l’interessata principale, come era emerso dalla raccolta di manifestazioni d’interesse, era Hera).

Assieme a Articolo 1, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana abbiamo scritto il comunicato che trovate qui sotto per fare il punto della situazione.

 

Le notizie su una nuova strategia per Aimag che miri ad una partnership industriale per consolidare e rafforzare l’azienda, rappresentano il primo effetto positivo di un lungo lavoro di affinamento ed approfondimento sul tema che abbiamo contribuito a svolgere a Carpi. Anche l’espressione delle cittadine e dei cittadini al referendum del 10 settembre ha contribuito alle scelte del Patto di sindacato verso progetti che, giustamente, non mettano in discussione la proprietà pubblica di Aimag, né la sua identità di azienda con un forte legame con il territorio.

È positivo che i soci pubblici di Aimag verifichino tutte le possibilità per consolidare lo stato dell’azienda. A tal proposito sarà fondamentale riconsiderare il criterio/obiettivo, definito dal Patto di sindacato, per il quale erano state richieste integrazioni e approfondimenti ad alcuni dei soggetti che avevano manifestato interesse. Ci riferiamo al criterio/obiettivo della fusione di Aimag con altri soggetti, che avrebbe sancito la radicale trasformazione dell’azienda: criterio/obiettivo che il lungo confronto politico fra le forze di sinistra e l’esito referendario hanno dimostrato non essere la soluzione condivisa per rafforzare la nostra azienda.

Rispetto alle proposte di nuovi possibili candidati partner che non hanno presentato in passato alcuna manifestazione d’interesse, confidiamo che il Patto di sindacato esegua gli approfondimenti necessari per valutare la solidità e la concretezza delle aziende e delle prospettive che queste possono garantire a Aimag, esattamente come è stato nei casi precedenti.

Prioritaria, al riguardo, è la tenuta del Patto di sindacato dei soci pubblici di Aimag e confidiamo che si possa trovare una sintesi virtuosa fra le diverse posizioni in campo.

Ribadiamo inoltre che il profilo di un’eventuale partner di Aimag deve essere quello di un soggetto pubblico ”governabile” da parte degli enti locali, dotato di un progetto industriale in sintonia con quello di Aimag e di un piano industriale che offra la massima possibilità di integrazione.

Vogliamo infine stigmatizzare le provocatorie dichiarazioni di Tommaso Tomasi di Vignano, presidente di Hera, che nei giorni scorsi ha osato lanciare una sorta di “ultimatum” nei confronti di Aimag, affermando che “…la pazienza di Hera sta per finire”. Ci chiediamo come sia possibile che il presidente di una società a maggioranza pubblica lanci velati messaggi ai soci di un’altra società pubblica, di fatto sollecitando Aimag affinché accetti la prospettiva di incorporazione in Hera. Confidiamo che i soci pubblici di Hera prendano le distanze da questa dichiarazione e garantiscano ai loro “colleghi” soci di Aimag che nessuno di Hera si avventurerà ancora in dichiarazioni simili. Aimag deve essere guidata senza subire inaccettabili e sgradevoli tentativi di ingerenza.

 

Articolo 1, Possibile, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana

Referendum Aimag, Possibile: Più democrazia per un’azienda pubblica al servizio dei cittadini

Siamo alle ultime battute di una campagna referendaria balneare, che ha costretto partiti e comitati a un’inedita compressione delle finestre temporali utili per confrontarsi con il maggior numero di elettori ed elettrici. Su un tema importante come quello dei servizi pubblici ci si poteva aspettare una scelta della data del voto più oculata da parte dell’Amministrazione comunale. Così non è stato, e speriamo che questo non comprometta la partecipazione dei cittadini al referendum di domenica 10 settembre.

Il PD, indeciso fra il No e la diserzione delle urne, ha invitato i cittadini e le cittadine a non mettere in difficoltà il sindaco di Carpi obbligandolo a “mettersi contro” gli altri soci pubblici di Aimag. È una posizione singolare, in cui si chiede alla cittadinanza di esprimersi in accordo con la posizione del sindaco, mentre dovrebbe essere quest’ultimo ad agire secondo la volontà dei cittadini e delle cittadine che lo hanno eletto. Un ribaltamento dei rapporti insensato all’interno di un sistema democratico.

È noto che i soci pubblici non sono così unanimi sulla scelta da compiere per il futuro di Aimag; e il PD dovrebbe saperlo bene, vista la chiara presa di posizione dei sindaci PD dell’Area Nord contro un scelta “che faccia dissolvere Aimag”.

Al contrario di quello che sostiene il partito di maggioranza a Carpi, quello che serve è un momento di consultazione della cittadinanza; non meno democrazia, ma più democrazia. Crediamo che questo sia il momento buono, poiché tutte le opzioni sono ancora sul tavolo e nessuna scelta è stata compiuta: agire successivamente, magari troppo a ridosso delle importanti scadenze dei prossimi anni (gare del gas e dei rifiuti), sarebbe al contrario controproducente. Allo stesso tempo, crediamo che anche gli altri Comuni soci debbano confrontarsi con i cittadini e le cittadine per discutere del futuro di Aimag.

Per questo chiediamo ai cittadini e alle cittadine di Carpi di partecipare al referendum di domenica. Sosteniamo il Sì al referendum perché crediamo che Aimag debba restare un’azienda pubblica, di proprietà dei Comuni e non quotata in Borsa. Le opzioni per irrobustire Aimag senza snaturarne l’assetto e le caratteristiche industriali ci sono, bisogna soltanto prenderle in considerazione.

In difesa delle donne vittime di odio e minacce sui social

Modena Possibile ha aderito all’appello della segretaria provinciale di Rifondazione Comunista, Judith Pinnock, per chiedere che i casi di violenza perpetrati per mezzo dei social network portino ad effettive sanzioni nei confronti dei responsabili, garantendo al tempo stesso la possibilità per le vittime di segnalare e vedere effettivamente rimossi i contenuti offensivi e violenti.

Di seguito il comunicato stampa congiunto dei partiti aderenti.

 

I social networks si stanno rivelando sempre più terreno di libera scorribanda per chi professa odio, rancori e livore verso l’altro. Tra i bersagli privilegiati le donne, soprattutto se rivestono posizioni di potere, sono famose o sostengono opinioni considerate scomode. I partiti modenesi firmatari di questo documento si uniscono alle tante donne che da anni stanno combattendo contro le regole di Facebook e degli altri social che troppo spesso non interpretano come atti di violenza sessista commenti disgustosi a sfondo sessuale, dove chi scrive non motiva un dissenso né esprime una critica politica, ma con odio e ferocia rigetta le donne che fanno politica al loro essere “solo” corpi e quindi in vendita o da stuprare per la soddisfazione del maschio. Regole che, paradossalmente, invece interpretano come “lesione della privacy” la pubblicazione, da parte delle vittime, dei nomi e dei cognomi di chi offende e istiga alla violenza.

Prendendo atto dell’appello fatto da Judith Pinnock, segretaria provinciale di Rifondazione comunista, e condividendo in pieno l’analisi sulle motivazioni addotte e la gravità dei comportamenti che, pressoché quotidianamente, vediamo attuati sui social e che ripetutamente espongono le donne che fanno politica al dileggio se non alla vera e propria minaccia fisica, abbiamo deciso di portare la questione all’attenzione dei livelli nazionali dei partiti e del dibattito generale.

I partiti modenesi firmatari, infatti, credono non sia più tollerabile il silenzio di Zuckerberg e di tutti i grandi gruppi della comunicazione social che, nonostante gli innumerevoli e gravi fatti di cronaca e le ripetute denunce, davvero poco hanno fatto per mettere ostacoli alla creazione di pagine sessiste e a singoli comportamenti violenti degli utilizzatori dei social, a partire dall’uso distorto dei nickname e dei fake, che alimentano una mentalità misogina e contribuiscono a sdoganare e a legittimare le offese pubbliche alle donne. Chiedono, quindi, ai propri organi nazionali di impegnarsi fattivamente in alcune azioni concrete affinché vengano adottate pratiche e tecnologie in grado di combattere questi fenomeni e affinchè le vittime di tale violenza abbiano a disposizione strumenti e modalità per combatterla.

Occorre intervenire sui gestori dei social network affinchè rivedano regole dagli esiti paradossali, applichino in maniera più cogente quelle che pure già esistono in merito alla rimozione dei contenuti che incitano all’odio e alla violenza di genere, diano seguito celermente alle segnalazioni che vengono fatte con queste motivazioni.

Si chiede, inoltre, alle Direzioni nazionali dei nostri partiti di costituirsi parte civile in caso di denuncia da parte di proprie iscritte, amministratrici, funzionarie e altre donne che per la propria militanza nel proprio partito politico ricevano attacchi sessisti e di fornire loro assistenza legale, anche al fine di costruire denunce giuridicamente sostenibili per arrivare ad una effettiva condanna di chi si macchia di simili abominevoli comportamenti.

Lucia Bursi, Segretaria provinciale del Partito Democratico
Alessandra Di Bartolomeo, Coordinatrice provinciale di Sinistra italiana
Davide Ferraresi e Maria Laura Marescalchi, portavoci di Modena Possibile
Graziella Giovaninni, segretaria provinciale Psi
Judith Pinnock, Segretaria della Federazione provinciale di Rifondazione Comunista
Paolo Trande, Coordinatore Articolo UNO-MDP Modena

“Tutti insieme per salvare Aimag!”

Il 10 settembre a Carpi si terrà un referendum consultivo comunale: i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulla posizione che l’Amministrazione comunale dovrà tenere rispetto alla vendita di azioni di Aimag e alla possibilità, per Aimag stessa, di eseguire operazioni di incorporazione o fusione della società con altre multiutilities del settore dei servizi pubblici locali (acqua, gas, rifiuti).

Il referendum si terrà a seguito della richiesta presentata da oltre 2500 cittadini, dopo che i Comuni soci di Aimag avevano avviato nei mesi scorsi una ricognizione per individuare possibili partner per l’azienda in vista delle gare per l’assegnazione dei servizi di distribuzione del gas e di gestione dei rifiuti: al termine della ricognizione è emersa, fra le altre, una proposta di fusione tramite incorporazione avanzata da Hera.

Una scelta simile comporterebbe la perdita di un’azienda controllata dai Comuni del territorio che gode di un buono stato di salute e che è stata capace di ottenere ottimi risultati in termini di qualità del servizio: un esempio su tutti è il servizio di gestione dei rifiuti, che ha raggiunto eccellenti risultati in termini di percentuali di raccolta differenziata.

Per questo, abbiamo partecipato alla serata di discussione convocata da Articolo 1 – MDP, che si è svolta lunedì 21 agosto presso la sede dell’ANPI, e abbiamo aderito al coordinamento per il Sì al referendum. Di seguito il comunicato congiunto pubblicato a seguito dell’iniziativa.

 

“Non facciamoci scippare, AIMAG deve rimanere proprietà dei carpigiani!” Questo l’impegno che ha accomunato i tanti cittadini, i rappresentanti del “Comitato per l’acqua pubblica”, quelli di Art.1-MDP, di Rifondazione, di Possibile e di Sinistra Italiana che l’altra sera si sono confrontati sul Referendum del 10 settembre.

Un confronto e un dibattito serrato e libero nel quale, pur con diversi accenti, tutti hanno convenuto di volere salvare AIMAG dall’incorporazione in HERA a cui fanno gola le attività e gli utili della nostra azienda di servizi.

Tutti concordi nel votare SI al Referendum, per mantenere la prevalenza pubblica nella proprietà di Aimag, mantenerla nostra, di tutti i cittadini.  Mantenere la proprietà significa, infatti, poterla governare e, quindi, agevolare i cittadini anche applicando tariffe più basse.  Significa tutelare la salute di tutti col riciclaggio dei rifiuti e non bruciarli come invece, con danni all’ambiente, farebbe Hera che, come impresa quotata in borsa, mira esclusivamente ad incrementare gli utili.

Tutti concordi su nuove e unitarie iniziative pubbliche (volantinaggi, banchetti, dibattiti) per informare i carpigiani che, impegnati nella ripresa del lavoro, il 10 settembre potrebbero dimenticare di recarsi a votare per fare valere il diritto di difendere questa loro proprietà.

Perché il referendum abbia validità, infatti, si dovrà raggiungere una percentuale di votanti superiore al 50% degli aventi diritto (tutti i residenti, anche stranieri, con più di 16 anni) e, purtroppo, ci sarà anche chi inviterà a disertare le urne per impedire ai cittadini di esprimersi.

Tutti i presenti all’incontro, convocato da Art.1-MDP, hanno assunto l’impegno a coordinare tra loro le iniziative per far partecipare il numero più alto di cittadini carpigiani al referendum ed anche a continuare ad impegnarsi anche dopo il 10 settembre per rendere Aimag più forte e sempre più al servizio dei cittadini.

Coordinamento iniziative per il SI al Referendum AIMAG

Comitato per l’acqua pubblica, Art.1 – MDP, Sinistra Italiana, Rifondazione, Possibile

Per Me Modena, Possibile, SI, Articolo UNO e PRC: Rispettare i diritti dei richiedenti asilo ospitati a Modena

La gestione dei flussi migratori è diventata un alibi per una politica di governo incapace di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. Serve un approccio razionale e giusto nei confronti di tutti, garantendo i diritti previsti dalla legge.

I richiedenti asilo del collettivo Modena’s Refugees che hanno rivolto un appello ai cittadini modenesi, così come tutte le persone ospitate nei centri di accoglienza della nostra provincia, hanno il diritto di ottenere la registrazione all’anagrafe secondo le linee guida sul diritto alla residenza. Il fatto che tale diritto non abbia visto una puntuale e sistematica applicazione sul territorio modenese costituisce un vulnus che va affrontato e risolto. La registrazione anagrafica è un passaggio semplice ma fondamentale: perché rappresenta un presupposto per qualsiasi processo d’integrazione; perché si tratta di un requisito richiesto dalle imprese per trovare lavoro e rendersi indipendenti dal sostegno dello Stato, durante e al termine del percorso di accoglienza; perché è dal momento in cui si ha la residenza che parte il computo del tempo per l’acquisto della cittadinanza.

Occorre inoltre garantire il fondamentale diritto pieno all’assistenza sanitaria e un rinnovo rapido e tempestivo dei permessi di soggiorno.

Rispetto al tema cruciale del volontariato obbligatorio bisogna essere chiari: sottrarre posti di lavoro alla collettività e utilizzare richiedenti asilo “volontari” per svolgere le stesse mansioni alimenta una guerra tra poveri deleteria. Il rispetto del diritto costituzionale alla giusta retribuzione per chiunque lavori, italiano o straniero, è l’unico presupposto accettabile pe un volontariato autentico.

Di fronte a chi chiede il rispetto dei propri diritti, previsti dalla legge, nessuno può restare in silenzio: facciamo nostra la battaglia per il riconoscimento e il rispetto dei diritti di tutte le persone, italiane e straniere, che si trovano a Modena.

 

Domenico Campana (Per Me Modena)

Alessandra Di Bartolomeo (Sinistra Italiana)

Davide Ferraresi, Maria Laura Marescalchi (Possibile)

Paolo Trande (Articolo UNO – MDP)

Judith Pinnock, Paula Nolff (Rifondazione Comunista)

Vignola, Modena Possibile appoggia Vignola Cambia e Mauro Smeraldi

In vista delle elezioni amministrative dell’11 giugno, il comitato modenese di Possibile esprime il proprio sostegno alla candidatura di Mauro Smeraldi e di Vignola Cambia, in campo per rinnovare il proprio mandato alla guida della Città di Vignola.

Condividiamo l’approccio concreto alla soluzione dei problemi dei cittadini che Vignola Cambia propone nel suo programma: un approccio che parte dall’esperienza di chi ha già amministrato e che intende mettere a frutto questa esperienza senza rinunciare a proposte innovative.

Proposte forti come la valorizzazione degli strumenti di democrazia diretta introdotti nello Statuto comunale nel corso del precedente mandato. Proposte coraggiose come l’indizione di un referendum per chiedere ai cittadini il proprio giudizio sul trasferimento della Coop, decidendo di considerare vincolante l’esito della consultazione. Proposte che rispondono alle esigenze dei cittadini, per migliorare le politiche sanitarie e sociali, per aumentare la qualità della scuola, per investire sul territorio senza perdere di vista la tutela dell’ambiente.

Si tratta di un programma che ha come perno la partecipazione dei cittadini alla vita della città. Anche per Possibile la partecipazione è un metodo fondamentale per riavvicinare i cittadini alla politica e far sì che la politica sia sempre al lavoro per garantire il benessere di tutti.

Per questi motivi, invitiamo i cittadini di Vignola ad andare a votare domenica 11 giugno e a sostenere Vignola Cambia e Mauro Smeraldi.

No alla violenza, solidarietà al Partito Democratico di Modena

Abbiamo appreso questa mattina dell’attentato avvenuto davanti alla sede del circolo PD della Madonnina, dove sono state fatte esplodere delle bombole ed è stato rinvenuto un cartello con scritte intimidatorie nei confronti dello stesso PD e con un inquietante riferimento a Giuseppe Civati, segretario nazionale di Possibile.

Condanniamo fermamente questo atto intimidatorio e esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti del Partito Democratico di Modena, vittima di questo gesto. Crediamo che il confronto politico debba svolgersi in modo pacifico e che il dibattito tra chi la pensa diversamente debba svolgersi in maniera trasparente e alla luce del sole. La violenza politica non è accettabile in uno Stato democratico.

Il comitato Modena Possibile